Nooooo, ma non sono geloso!

Homeland 4x05 BMLa mia recensione alla puntata la trovate su TvSerial!

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Recensione The Americans 1×11

The Americans 1×11: “Guerra segreta”

Nelle ultime due recensioni tessevo le lodi alla svolta narrativa ed emozionale di questa serie, oggi confermo alcuni aspetti e mi dissocio da altri… confermo la tensione emotiva, l’introspezione psicologica e comportamentale dei protagonisti, il percorso narrativo che finalmente prende forma, ma mi allontano quando l’attenzione torna nuovamente su Elizabeth. Quando scrivo di The Americans non è facile, il metro di paragone porta inevitabilmente a Homeland, vorrei tanto che non fosse cThe Americans 1x11osì. Le serie sono simili, ma allo stesso tempo lontane anni luce, perciò preferirei che non ci fosse una nuova protagonista femminile problematica, disposta a tutto per la patria, ma che fatica a tenere a freno le sue emozioni; per quello mi basta stare dietro a Carrie e non è cosa facile! Detto questo vedere Elizabeth che affronta un altro lutto e questa volta si lascia prendere dal desiderio di vendetta, non mi ha minimamente coinvolto. Non ho vissuto il suo dramma, forse perché non voglio viverlo, perché la considero capricciosa sia nel ruolo di spia che di moglie: in entrambi i campi vuole vincere, vuole avere ragione e fare quello che vuole. Non funziona così. Da un lato deve obbedire agli ordini del kgb e dall’altro deve scendere a compromessi con Philip, unico personaggio che, nonostante il suo errore di una notte, si sta rivelando disposto a tutto pur di fare ciò che reputa giusto. Philip è l’unico personaggio coerente nella sua crisi interiore, è spaccato in due mondi e non sa quale faccia davvero per lui. Le sue emozioni poco esternate sono più credibili e più profonde rispetto a quelle di Elizabeth, perennemente insoddisfatta. Un discorso simile si potrebbe fare anche nei confronti di Stan che canalizza le sue emozioni come Philip, ma che si fa un po’ prendere la mano come Elizabeth… L’unico personaggio che, per adesso, rimane un mistero è la cara nonnina, che in questa puntata ci ha dato motivo di stare ancora più in guardia…

Recensione Finale di stagione Homeland

Homeland 3×12: “La stella”

Homeland 3x12Ho cercato in tutti i modi di fermare il tempo, o farlo scorrere più veloce pensando che nessuno si sarebbe accorto che non avevo ancora pubblicato il mio commento all’episodio conclusivo della terza stagione…perché ancora non voglio affrontare questo lutto. Perdere Brody è stato straziante. Me lo aspettavo dopo l’intervista a uno degli autori, me lo aspettavo dopo la sua assenza per quasi tutta la stagione, ma un conto è aspettarsi qualcosa, un altro è vederla accadere sotto i tuoi occhi senza poter fare nulla. Per un momento ho sperato che qualcuno sparasse un colpo d’arma da fuoco che avrebbe spaccato in due quel cappio rosso che non permetteva a Nicholas di respirare…ma nulla… piango un marines, un traditore, un uomo che ha saputo percorrere il cammino della redenzione.

Sappiamo che la morte di Brody era inevitabile, era fondamentale perché il piano di Saul e Javadi potesse andare davvero a buon fine, ma non abbiamo perso solo un soldato che si è ritrovato a fare la spia, abbiamo perso anche una parte di Carrie. Abbiamo perso la donna innamorata che avrebbe fatto di tutto pur di salvare l’uomo della sua vita, l’uomo che lei sola ha saputo capire e conoscere davvero. Homeland non è e non era certamente Nicholas Brody, ma quando un personaggio ha saputo affrontare tanti demoni intorno e dentro di sé, si deve avere il coraggio di dire basta e lasciarlo andare… l’uomo che nessuno di noi ha saputo capire e apprezzare se non nell’ultima scena che lo ha visto protagonista lì, appeso nel vuoto a cercare la pace, a cercare l’unica persona che lo ha saputo amare per come era, Carrie.

Nessuna medaglia, nessun riconoscimento, solo silenzio attorno alla sua morte e al suo ricordo, almeno in apparenza, perché una stella al personaggio più disonesto e allo stesso tempo il più coerente della serie la consegna Carrie, fuori dagli sguardi indiscreti di chi non è stato in grado di capire.

Ho percepito che Brody non sarebbe sopravvissuto nel momento in cui mi hanno mostrato quella scena in cui si guarda allo specchio, come per dirsi “eccoci qui: quanta strada ho fatto, quanti errori ho commesso, ma ora sto facendo la cosa giusta”. Peccato che per rimediare al tradimento, Nicholas si trovi a dover tradire nuovamente e ad avere ancora le mani sporche di sangue. Per rimediare ai propri errori bisogna saper sacrificare qualcosa e lui ha sacrificato sé stesso, lavandosi prima dell’esecuzione pubblica, lavando via quel sangue, lavando via le bugie, le maschere che ha saputo indossare, lavando via la sua solitudine e il suo dolore.

È caduta una stella.

Recensione Homeland 3×10

Homeland 3×10: “Buona notte”

Homeland 3x10È in atto la fase più importante del piano di Saul: far entrare Brody in Iran e incontrare Javadi. “è come se fossi a Las Vegas, mi sto giocando tutto” sentiamo dire da un Saul convinto della sua operazione, ma allo stesso tempo teso per la sua riuscita. L’impresa è ardua e le difficoltà non sono poche, anche se credo forse banali…come il furgone che blocca la strada principale e i soldati iracheni di continuo in mezzo alle balle. Le perdite ci sono: chi si ritrova senza una gamba, chi muore…ma alla fine Brody fa di testa sua e riesce a passare il confine e chiedere asilo politico all’Iran e incontra quel sociopatico di Javadi, che non si lascia scappare l’occasione di ammazzare ancora qualcuno a sangue freddo. Carrie soddisfatta del suo sergente e della riuscita della prima parte della missione, già pensa a come riportare Brody a casa, aspetta un attimo no?!

Vorrei farvi notare come gli autori stiano giocando con il personaggio di Saul: prima sfigato allo stato puro, poi possibile genio, poi di nuovo il loser della puntata e poi nuovamente sul podio dei vincitori quando Carrie gli conferma che di essere ancora in gioco e questo grazie a Brody.

Abbiamo assistito anche ad un momento che aspettavamo di vedere nella scorsa puntata, una scena da best moment per Carrie e Brody che mi fa sperare che il legame tra i due sia ancora molto profondo e forse ci sia una qualche possibilità per la loro storia…

Concludendo: se non l’avete ancora fatto guardatevi Homeland, perché è una delle migliori serie tv in circolazione, credo sia sottintesa la mia posizione sull’episodio, quindi…buona notte. Bang!